I racconti della nonna: cosa sono e dove nascono i ‘brutti ma buoni’, l’appassionante storia dalle origini incerte e controverse.
Hai mai sentito parlare dei ‘brutti ma buoni’? Si tratta di un dolce assolutamente delizioso, ma dall’aspetto in apparenza poco accattivante, la cui storia è quanto mai appassionante e controversa. Non si sa con certezza, infatti, dove siano nati.
Tuttavia, esistono diverse versioni che collocano l’invenzione di questi biscottini in vari luoghi d’Italia. Ciò che conta, però, è che oggi siano diventati un prodotto tipico della pasticceria nostrana, apprezzato lungo tutta la Penisola e nel resto del mondo.
Come abbiamo anticipato, i ‘brutti ma buoni’ sono dei deliziosi biscottini tipici della pasticceria italiana. Il loro nome così bizzarro deriverebbe dal fatto che si tratta, appunto, di un dolce davvero buonissimo, ma dall’aspetto poco accattivante e dalla forma bitorzoluta, indefinita ed irregolare. Ad ogni modo, a renderli assolutamente irresistibili sono la loro consistenza morbida, leggera e friabile ed il loro gusto inconfondibile che sa di casa e di tradizione. Le loro origini, però, sono tutt’altro che certe, in quanto esisterebbero diverse storie sul luogo della loro nascita. Cerchiamo, quindi, subito di scoprire qualcosa in più su questa ricetta favolosa.
Al di là di cosa sono e di come sono fatti, andiamo ora a scoprire l’appassionante storia degli squisiti ‘brutti ma buoni’, conosciuti anche come ‘brut e bon’ nel dialetto piemontese. Secondo la teoria più diffusa questi biscotti sarebbero nati nel 1878 a Gavirate, in provincia di Varese, all’interno della pasticceria di Costantino Veniani. Il quale negli anni seguenti ricevette perfino una serie di riconoscimenti per la sua creazione.
Per altri, invece, i ‘brutti ma buoni’ affonderebbero le proprie origini a Borgomanero, in provincia di Novara. Ad ogni modo, ciò che sappiamo con certezza è che con il passare del tempo questi biscotti si sono diffusi lungo tutta la Penisola, andando anche incontro ad una serie di rivisitazioni. Basti pensare ai ‘Bruttiboni’ toscani, fatti con le mandorle anziché con le nocciole, oppure alla versione milanese con l’aggiunta della cannella. Insomma, possiamo proprio dire che: paese che vai, ‘brutti ma buoni’ che trovi!
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