Un tronco che profuma di bosco e di festa, lucido come una notte d’inverno, con un cuore morbido che al taglio disegna anelli perfetti: il Tronco di Natale di Lucake è il dolce che accende la tavola senza spegnere il forno né la pazienza.
Se cerchi un equilibrio tra tradizione e design, qui lo trovi. Il bûche de Noël classico resta il riferimento, ma questa variante parla un linguaggio più pulito, moderno, fotografabile. Non serve essere pasticceri. Serve metodo, qualche accortezza e ingredienti di qualità. Il resto lo fa il contrasto fra consistenze: soffice, cremoso, vellutato.
Per prima cosa, scegli bene il cacao. Un cacao amaro al 22-24% di grassi regala colore intenso alla pasta biscotto al cacao. È una base sottile e flessibile, pronta a farsi arrotolare senza spezzarsi. Una teglia 30×40 cm va bene per 10-12 porzioni. Cottura breve: 8-10 minuti a 200 °C statico. Appena sforni, copri con carta e canovaccio, arrotola ancora tiepida. La base “memorizza” la forma e non si crepa. È una piccola regola d’oro che cambia tutto.
E il ripieno? Qui la gola vince. Una crema al mascarpone con Nutella (o crema spalmabile alle nocciole, se preferisci una versione più equilibrata) dà struttura e rotondità. Lavora il mascarpone freddo con poco zucchero a velo. Aggiungi la crema di nocciole a filo. Monta a parte panna fredda e uniscila con movimenti dal basso verso l’alto. Risultato: una farcia liscia, stabile, lucida. Non esistono dati ufficiali sulla ricetta originale di Lucake, ma il rapporto 1:1 tra mascarpone e panna funziona in modo affidabile in test casalinghi.
Qui sta il cuore della scena. Quando spalmi la farcia e arrotoli, il dolce diventa una girella. Al taglio, gli strati chiari e scuri imitano i cerchi degli anni di un tronco vero. È l’effetto wow, ma ottenuto con un gesto semplice.
La copertura che fa la corteccia
La finitura è una ganache al cioccolato. Usa un fondente al 60-66%: è un range che garantisce fusione pulita e gusto pieno senza astringenza. Scalda 200 g di panna fino a sfiorare il bollore, versa su 300 g di cioccolato tritato, attendi 1 minuto, emulsiona. Quando la ganache scende a 32-35 °C, vela il rotolo. Poi crea l’effetto corteccia. Spatola piccola, tocchi irregolari, qualche rigata con forchetta o pettine da pasticceria. Metti in frigo 45-60 minuti. L’aria fredda compatta la superficie e fissa i solchi. Un’estetica “boschiva”, pulita, che resta elegante anche sotto luce artificiale.
Dettagli che alzano l’asticella
Stabilità: un velo di bagna (latte e cacao, o caffè leggero) mantiene elastica la pasta. Non esagerare: 2-3 cucchiai per foglio.
Taglio: coltello a lama lunga e calda, pulita a ogni fetta.
Conservazione: 48 ore in frigo a 4 °C. Evita soste oltre 2 ore a temperatura ambiente per via del mascarpone.
Servizio: 12 fette da 2 cm sono uno standard per un dessert da fine pasto.
Personalizzazione: nocciole tostate tritate sul bordo, lamponi freschi, o un filo di zucchero a velo per un “effetto brina”.
Il bello di questo dessert scenografico è la semplicità onesta. Non trucca, esalta. Il legno è nel disegno, il bosco è nel profumo di cacao, la festa è nel morso che cede. E tu, quando affonderai la lama nel primo taglio, cosa vorrai vedere negli anelli del tuo tronco: un ricordo, una promessa, o solo un secondo giro di crema?