Limonata ‘a cosce aperte’, l’antica tradizione napoletana: cos’è e perché si chiama così

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Limonata ‘a cosce aperte’, l’antica tradizione napoletana: cos’è e perché si chiama così. Ecco tutto quello che c’è da sapere su questa incredibile usanza.

Hai mai sentito parlare della famosa limonata ‘a cosce aperte’? Si tratta di un’antica tradizione napoletana tipica degli acquafrescai, venditori di agrumi e spremute al costo di pochi euro che popolano ancora oggi la città partenopea. Oltre ad essere un’usanza molto caratteristica, essa nasconde anche una storia unica che affonda le sue origini nel Settecento. Risalgono proprio a quell’epoca lontana i primi ‘bibitari’ che usavano aromatizzare l’acqua con limone e bicarbonato. Si trattava perlopiù di ragazzi molto giovani ed analfabeti senza alcuna prospettiva lavorativa. Con il passare del tempo, però, questi antichi venditori ambulanti che portavano ceste d’acqua in testa si sono trasformati in veri e propri proprietari di chioschi e gazebo dove tale tradizione continua a rimanere più viva che mai. Ma cos’è esattamente la limonata ‘a cosce aperte’ e perché si chiama così? Cerchiamo di scoprirlo subito.

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Limonata ‘a cosce aperte’: cos’è e perché si chiama così

limonata 'a cosce aperte'
Limone

Al di là delle sue lontane origini, cerchiamo ora di capire meglio cos’è esattamente la limonata ‘a cosce aperte’ e perché si chiama così. Di fatto, si tratta di una bevanda super dissetante a base di acqua frizzante, succo di limone ed un pizzico di bicarbonato di sodio. Il motivo per cui è definita così è, ovviamente, presto svelato. Nel momento in cui si versa il bicarbonato nel bicchiere, questo insieme al limone genera una reazione chimica che sprigiona immediatamente una schiuma che fuoriesce a sua volta dal bicchiere, costringendo colui che sta bevendo a divaricare le gambe per non bagnarsi scarpe e piedi con gli schizzi. Incredibile, non è vero? Eppure è proprio così! Non si sa, di fatto, chi abbia inventato questa usanza. Tuttavia, sappiamo con certezza che già nel 1700 era una consuetudine già bella consolidata, nata perlopiù per favorire la digestione dopo i pasti.

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Un’usanza davvero unica, testimoniata anche all’interno delle opere teatrali del celebre drammaturgo napoletano Eduardo De Filippo, il quale con il suo lavoro ha portato in scena l’anima autentica del capoluogo campano tra folclore, tradizione e realismo.

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