“Buon Appetito”, perché è un errore dirlo? Cosa insegna il Galateo

Tutti lo diciamo ma ignoriamo che sia un errore: voi sapete perché non si dice buon appetito? Cosa c’è da sapere secondo il Galateo

“Buon appetito”, un’espressione molto comune che utilizziamo per rivolgerci ai nostri commensali a tavola per augurargli di mangiare con appetito. Questa usanza nasce ormai secoli fa. Ad oggi però sembrerebbe, secondo il Galateo, essere lontana da noi. In effetti non è proprio così, ancora oggi a tavola, durante un banchetto, c’è chi come da abitudine augura ‘buon appetito’. Ma perché è considerato un ‘errore’ dirlo stando alle regole del Galateo? Ecco cosa c’è da sapere.

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Perché è sbagliato augurare Buon Appetito (Credits: Adobe)

Tutti lo diciamo e sbagliamo: perché è un ‘errore’ dire “Buon appetito”

Se l’espressione “Buon Appetito” risale ad anni fa, possiamo dire che non siano da meno le regole stabilite dal Galateo su come si sta a tavola quando si mangia. Ad ognuno di noi capita di pronunciare a tavola la fatidica espressione. Questa è vista come una sorta di invito a mangiare fino allo sfinimento, mettiamola così. Ma questa usanza non era prevista e non è tutt’oggi considerata giusta dal Galateo, così come non è previsto passare il pane a tavola in un certo modo.

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Secondo le regole del ‘buon mangiare’ e dello stare a tavola, pronunziare una simile espressione è un atto considerato erroneo in quanto in antichità, a corte, gli aristocratici non si sedevano a tavola per consumare in fretta e furia il banchetto. Insomma non mangiavano con l’intento di dare il via ad una grande abbuffata. L’obiettivo principale di un aristocratico intorno ad una tavola imbandita non era quello di consumare tutto ciò che veniva servito. Piuttosto l’intento era quello di conversare e disputare e stringere accorti davanti a qualcosa considerato ‘gradevole al palato’.

Secondo le regole del Galateo, quando si sta a tavola non è consentito mangiare in maniera smisurata e non è consentito augurare ‘Buon Appetito’. Il Galateo insegna che il proprio pasto va consumato in silenzio. Una regola che ad oggi forse appare un po’ difficile da osservare non credete?