Tonnellate di prodotto sequestrate: all’interno rinvenuti pesticidi, due persone denunciate

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Una notizia che ha dell’incredibile e lascia senza parole: tonnellate di prodotto sequestrate a causa di una contaminazione da pesticidi, due persone denunciate, i dettagli

A riportare la notizia è “Fanpage” che spiega quanto accaduto. Oltre 800 tonnellate di prodotto sono state sequestrate dal Comando per la Tutela Agroalimentare: all’intero rinvenuti pesticidi, due persone sono state denunciate. Una notizia che lascia davvero sgomenti e per cui continuato indagini approfondite. L’operazione che ha portato al maxi-sequestro ha preso il nome di “Scarlatto due”. All’interno dei fusti il prodotto in questione era stipato e pronto per la successiva lavorazione e distribuzione non solo sul territorio italiano ma anche estero. Andiamo a vedere nel dettaglio cos’è successo e dove.

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Tonnellate di prodotto sequestrate: all’interno rilevati pesticidi, due denunciati (fonte pixabey)

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Pesticidi nocivi rivelati all’interno: tonnellate di prodotto sequestrate

Come si apprenda Fanpage, il prodotto in questione sarebbe un “semilavorato” di pomodoro. Un totale di 821 tonnellate sono state sequestrate dal Comando per la Tutela Agroalimentare. Il fatto è avvenuto in Campania, presso un’azienda di Agro Nocerino Sarnese. Il pomodoro in questione pare fosse di origine egiziana e fortemente contaminato dai pesticidi, quindi nocivo.

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Il prodotto, si apprende, sarebbe stato pronto per la fase successiva di lavorazione a cui sarebbe seguita la distribuzione sul mercato, italiano e estero. Durante l’operazione “Scarlatto due” due persone sarebbero state denunciate con l’accusa di “frode in commercio” e “commercio di sostanze nocive”. I due soggetti coinvolti sarebbero fratelli. Come riportato da “Fanpage”, questa non è la prima operazione che coinvolge in particolare i prodotti a base di pomodori. Qualche settimana fa anche la nota azienda “Petti” era rimasta coinvolta in un sequestro di diverse tonnellate. Questo a causa dell’utilizzo di pomodoro importato che veniva accorpato a quello nostrano sebbene poi il prodotto finale fosse venduto come “100%” italiano. Al momento non ci sono ulteriori aggiornamenti riguardo all’accaduto, ma siamo certi che le indagini continueranno in modo approfondito. Continueremo a tenervi aggiornati in merito.

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